Prevenzione caldo
A cura del Dott. Luca Pellegrini, Medico di Medicina Generale
Le temperature elevate non provocano soltanto disagio. Quando il caldo intenso
persiste per più giorni, soprattutto in presenza di umidità elevata e scarsa
ventilazione, può compromettere la capacità dell’organismo di regolare la
temperatura corporea e aggravare malattie già presenti.
Le persone anziane, i pazienti affetti da patologie croniche, le persone non
autosufficienti e chi vive solo richiedono una sorveglianza particolare.
Molti eventi avversi possono essere prevenuti con comportamenti semplici,
controlli regolari e un intervento tempestivo ai primi segnali di malessere.
Prima regola: controllare il bollettino della propria città
Per l’estate 2026 il Ministero della Salute pubblica bollettini giornalieri
sulle ondate di calore per 27 città italiane, con previsioni del rischio
sanitario a 24, 48 e 72 ore.
I bollettini sono aggiornati dal lunedì al venerdì e classificano il rischio
su quattro livelli, dal livello 0, senza rischio, al livello 3, corrispondente
a un’ondata di calore prolungata e a condizioni di emergenza sanitaria.
Chi è più vulnerabile agli effetti del caldo?
Il caldo può causare problemi a qualsiasi età, ma alcune persone hanno una
minore capacità di adattamento o maggiori difficoltà nel mettere in pratica
comportamenti protettivi.
È necessario prestare particolare attenzione a:
- persone anziane, soprattutto oltre i 75 anni;
- persone che vivono sole o in condizioni di isolamento sociale;
- persone con ridotta mobilità, disabilità o scarsa autonomia;
- pazienti costretti a letto;
- persone con demenza, malattia di Parkinson o altre patologie neurologiche;
- persone con malattie cardiovascolari o ipertensione arteriosa;
- persone con diabete;
- persone con malattie respiratorie croniche;
- persone con insufficienza renale o sottoposte a dialisi;
- persone con disturbi psichici gravi;
- pazienti che assumono più farmaci;
- neonati, bambini piccoli e donne in gravidanza;
- persone che lavorano o svolgono attività fisica intensa all’aperto;
- persone che vivono in abitazioni molto calde, poco ventilate o ai piani alti.
Dieci comportamenti utili per prevenire i problemi legati al caldo
1. Bere regolarmente, senza aspettare di avere sete
Nelle persone anziane lo stimolo della sete può essere ridotto. È quindi utile
bere a intervalli regolari durante tutta la giornata e offrire frequentemente
acqua alle persone non autosufficienti.
In assenza di diverse indicazioni mediche, il Ministero della Salute raccomanda
generalmente un’assunzione quotidiana di circa 1,5-2 litri di acqua.
Il fabbisogno deve tuttavia essere personalizzato nei pazienti con scompenso
cardiaco, insufficienza renale, dialisi o altre condizioni che richiedono una
limitazione dei liquidi.
Chi segue una restrizione dei liquidi o assume diuretici deve chiedere al
proprio medico quanta acqua bere nei periodi di caldo intenso.
È preferibile limitare o evitare:
- bevande alcoliche;
- bevande molto zuccherate;
- quantità eccessive di caffè, tè o bevande contenenti caffeina;
- bevande ghiacciate, soprattutto quando il corpo è molto accaldato.
Gli integratori di sali minerali non sono necessari per tutti. Nella maggior
parte delle persone una corretta alimentazione è sufficiente; nei pazienti
fragili o affetti da malattie croniche, l’uso di integratori deve essere
concordato con il medico.
2. Evitare di uscire nelle ore più calde
Durante le giornate molto calde è consigliabile evitare l’esposizione diretta
al sole e limitare gli spostamenti tra le ore 11:00 e le ore 18:00.
Le attività necessarie, come la spesa o le visite, dovrebbero essere
programmate nelle prime ore del mattino o in serata. Anche l’attività fisica
intensa all’aperto deve essere evitata nelle ore centrali della giornata.
3. Mantenere l’abitazione il più possibile fresca
Durante il giorno è utile chiudere persiane, tapparelle e tende nelle stanze
esposte al sole. Le finestre possono essere aperte nelle ore più fresche,
soprattutto al mattino presto, la sera e durante la notte, quando le condizioni
esterne lo consentono.
Il condizionatore deve essere utilizzato in modo moderato, evitando temperature
eccessivamente basse e getti d’aria diretti sulla persona. È importante pulire
periodicamente i filtri.
Il ventilatore fa circolare l’aria ma non abbassa la temperatura della stanza.
In ambienti molto caldi deve essere utilizzato con cautela, soprattutto nelle
persone allettate, e non deve essere indirizzato direttamente e continuamente
sul corpo.
Quando l’abitazione rimane molto calda, può essere utile trascorrere alcune ore
in un ambiente climatizzato, come la casa di un familiare o un luogo pubblico
accessibile.
4. Rinfrescare il corpo
Docce o bagni con acqua tiepida-fresca, panni umidi su viso e braccia e il
lavaggio frequente delle mani possono aiutare a disperdere il calore.
Devono essere evitati bruschi sbalzi di temperatura e l’impiego di acqua
eccessivamente fredda nelle persone anziane o molto fragili.
Le persone malate o costrette a letto non devono essere coperte eccessivamente.
È opportuno utilizzare lenzuola leggere e abiti ampi e traspiranti.
5. Scegliere abiti e protezioni adeguati
Sono preferibili indumenti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e realizzati
con fibre traspiranti, come cotone o lino.
Quando si esce è consigliabile utilizzare un cappello leggero, occhiali da sole
e una crema solare con fattore di protezione elevato.
6. Preferire pasti leggeri e alimenti ricchi di acqua
È meglio consumare pasti piccoli e leggeri, distribuendoli durante la giornata.
Frutta e verdura contribuiscono all’apporto di acqua, vitamine e sali minerali.
È opportuno limitare pasti molto abbondanti, grassi, elaborati o piccanti.
Le alte temperature favoriscono inoltre la proliferazione dei microrganismi:
gli alimenti deperibili devono essere conservati correttamente in frigorifero
e non lasciati a lungo a temperatura ambiente.
7. Non modificare autonomamente i farmaci
Alcuni medicinali possono aumentare la vulnerabilità al caldo, favorire la
perdita di liquidi, ridurre la pressione arteriosa o interferire con i
meccanismi di termoregolazione.
Questo non significa che la terapia debba essere sospesa. I farmaci non devono
mai essere interrotti, ridotti o modificati autonomamente.
È opportuno contattare il medico quando compaiono:
- pressione arteriosa insolitamente bassa;
- capogiri al passaggio dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta;
- svenimenti o cadute;
- riduzione importante dell’alimentazione o dell’assunzione di liquidi;
- vomito o diarrea;
- peggioramento della funzione renale;
- variazioni rilevanti del peso corporeo;
- sonnolenza, agitazione o confusione.
I farmaci devono essere conservati nella confezione originale, lontano dal sole
e da fonti di calore. Occorre controllare sul foglietto illustrativo la
temperatura prevista per la conservazione e chiedere consiglio al farmacista
in caso di dubbi.
8. Controllare più frequentemente pressione e glicemia quando indicato
Nei pazienti ipertesi o cardiopatici il caldo può favorire una riduzione della
pressione arteriosa. È utile alzarsi lentamente dal letto o dalla sedia e,
quando indicato dal medico, misurare la pressione con maggiore frequenza.
Nelle persone con diabete la disidratazione può favorire uno scompenso
glicemico. Durante i periodi di caldo intenso può essere necessario aumentare
la frequenza dei controlli della glicemia secondo il piano concordato con il
medico.
I pazienti con insufficienza renale o in dialisi devono seguire attentamente
le indicazioni del nefrologo relative a liquidi, peso corporeo, pressione
arteriosa e alimentazione.
9. Non lasciare mai una persona fragile in un’automobile parcheggiata
In un veicolo chiuso la temperatura può aumentare rapidamente, anche quando
l’auto è parcheggiata all’ombra e anche con un finestrino parzialmente aperto.
Bambini, anziani, persone non autosufficienti e animali non devono essere
lasciati soli in automobile, neppure per pochi minuti.
10. Organizzare una sorveglianza quotidiana
Durante un’ondata di calore, una persona anziana che vive sola dovrebbe essere
contattata almeno una volta al giorno da un familiare, un vicino o un caregiver.
Non è sufficiente chiedere genericamente “Come stai?”. È utile verificare se
la persona:
- ha bevuto e mangiato regolarmente;
- è vigile e orientata come al solito;
- riesce ad alzarsi e a camminare come nei giorni precedenti;
- riesce a vestirsi, lavarsi e andare in bagno;
- ha assunto correttamente i farmaci prescritti;
- presenta vertigini, crampi, debolezza o nausea;
- vive in una stanza sufficientemente fresca.
Nell’anziano, la riduzione improvvisa delle normali attività quotidiane può
essere uno dei primi segnali di peggioramento dello stato di salute.
Segnali di possibile disidratazione
È opportuno prestare attenzione alla comparsa di:
- sete intensa o bocca e mucose asciutte;
- debolezza insolita;
- vertigini o sensazione di svenimento;
- palpitazioni;
- crampi muscolari;
- pressione arteriosa bassa;
- nausea o vomito;
- sonnolenza, irritabilità o confusione;
- peggioramento improvviso dell’autonomia personale.
In una persona fragile questi sintomi richiedono un contatto tempestivo con
il medico, soprattutto se la persona non riesce a bere, presenta vomito o
diarrea, è molto debole o mostra un cambiamento dello stato mentale.
Colpo di calore: riconoscere l’emergenza
Il colpo di calore è una condizione grave nella quale l’organismo non riesce
più a disperdere il calore. La temperatura corporea può aumentare rapidamente
fino a circa 40 °C o oltre.
I principali segnali di allarme sono:
- confusione, comportamento insolito o disorientamento;
- difficoltà a parlare o a camminare;
- forte debolezza;
- mal di testa intenso;
- nausea o vomito;
- pelle molto calda, arrossata e talvolta asciutta;
- respirazione o battito cardiaco accelerati;
- convulsioni;
- perdita di coscienza.
In presenza di confusione, perdita di coscienza, convulsioni o
temperatura corporea molto elevata, allertare il 112 (NUE).
Nell’attesa dei soccorsi:
- portare la persona in un luogo fresco e ventilato;
- sdraiarla e rimuovere gli indumenti non necessari;
- raffreddare il corpo con acqua fresca, panni bagnati o impacchi freddi;
- favorire la ventilazione;
- restare accanto alla persona e controllare respirazione e coscienza.
Non somministrare bevande a una persona confusa, molto sonnolenta,
incosciente o incapace di deglutire.
Non utilizzare farmaci antipiretici, come paracetamolo o acido
acetilsalicilico, per trattare il colpo di calore: la priorità è il rapido
raffreddamento e l’attivazione dei soccorsi.
Quando contattare il medico di famiglia
È consigliabile contattare il medico curante in presenza di un peggioramento
delle condizioni generali, anche se non si tratta ancora di un’emergenza.
In particolare, richiedere una valutazione in caso di:
- capogiri persistenti o episodi di svenimento;
- pressione arteriosa molto diversa dai valori abituali;
- difficoltà a bere o a trattenere i liquidi;
- vomito o diarrea, soprattutto nelle persone anziane;
- alterazioni ripetute della glicemia;
- riduzione improvvisa della mobilità o dell’autonomia;
- sonnolenza o confusione non abituali;
- peggioramento di difficoltà respiratoria, edemi o sintomi cardiaci;
- necessità di verificare la terapia farmacologica durante il periodo caldo.
Numero di pubblica utilità 1500 per l’estate 2026
Dal 22 giugno all’11 settembre 2026 è attivo il numero gratuito
1500 “Proteggiamoci dal caldo” del Ministero della Salute.
Il servizio è disponibile dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi,
dalle ore 9:00 alle ore 17:00, e fornisce informazioni sui rischi legati al
caldo, sui bollettini e sui servizi territoriali.
Informazioni ufficiali sul numero 1500
Un messaggio per familiari, vicini e caregiver
La prevenzione dei danni da caldo non dipende soltanto dalla persona fragile.
Una telefonata, una visita, una bottiglia d’acqua a portata di mano o il
controllo della temperatura dell’abitazione possono evitare conseguenze gravi.
Durante i giorni di allerta, prestiamo particolare attenzione alle persone
anziane che vivono sole, ai pazienti non autosufficienti e a chi potrebbe non
riconoscere o comunicare tempestivamente i sintomi.
Fonti istituzionali
-
Ministero della Salute – Ondate di calore
-
Ministero della Salute – Bollettini sulle ondate di calore
-
Ministero della Salute – Dieci consigli utili
-
Ministero della Salute – Chi rischia di più
-
Ministero della Salute – Domande e risposte sulle ondate di calore
-
Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro – Caldo e salute
